Itinerario di 7 giorni in Oman

 

Sette giorni in Oman da sola: viaggio fai da te

Una volta informata sulle cose principali da sapere per un viaggio in Oman, ho preparato la valigia e sono partita. L'Oman è stato il terzo paese che ho visitato in solitaria e sebbene, ammetto, fossi un po' scettica, soprattutto a causa dell'influenza e delle preoccupazioni di chi mi circondava, è stato una meravigliosa scoperta. Mi ha accolta con il suo fascino discreto, un mix di storia millenaria, paesaggi mozzafiato e una calda ospitalità che mi è entrata nel cuore. 


Modalità di viaggio: le gite organizzate

Viaggiando da sola, ho deciso di non affittare la macchina, ma di affidarmi esclusivamente a gite organizzate e a trasporti di vario genere, dal taxi ai bus urbani. Questo mi ha garantito diversi vantaggi:

  • meno stress, perché non ho dovuto preoccuparmi di nulla, se non di farmi trovare pronta nella hall del mio hotel;
  • risparmio economico. Essendo da sola, una macchina mi sarebbe costata 100€ al giorno. In questo modo invece, il costo della gita includeva, oltre che una guida sempre disponibile a spiegare tutto se le venivano fatte domande, anche il trasporto, il pranzo (se si trattava di gite di una giornata intera), snack, acqua e bevande di vario genere, anche quando ci fermavamo alle stazioni di servizio;
  • maggior sicurezza, perché giravo con gente del posto;
  • migliori esperienze, in quanto, proprio perché gente del posto, ci hanno fatto provare cibi ed esperienze tipici e non comunemente riportate su internet;
  • ho conosciuto tantissime persone da tutto il mondo;
  • ho avuto modo di addentrarmi anche nella cultura locale, facendo domande alle guide che si sono dimostrate sempre molto disponibili ed entusiaste della mia apertura e curiosità verso la loro cultura.
Sicuramente sono stata anche fortunata, ma è andato tutto bene scegliendo questa modalità di viaggio, molto più di quanto mi aspettassi. Personalmente quindi per chi decide di partire e non se la sente di fare 500/600km al giorno da sola, o semplicemente è partita da sola ma vuole comunque condividere le esperienze nel massimo del relax, è una soluzione che suggerisco caldamente. 

I provider a cui mi sono affidata sono stati: Viator, Booking e Get Your Guide, a cui potete accedere direttamente tramite internet o con l'app.


Itinerario di 7 giorni in Oman: quello che non potete perdere

Il mio viaggio in Oman è durato 8 giorni, comprensivi 2 di viaggio, in cui ho alloggiato in pianta stabile a Muscat, da cui poi mi sono mossa per tutte le mie gite. Visto i pochi giorni a disposizione, non sono riuscita ad addentrarmi nel sud del paese, ma lo lascerò per la prossima volta che ci tornerò (perché ci tornerò sicuramente). Se si volesse fare tutto in una volta, bisogna considerare almeno 15 giorni complessivi, considerando che per andare da Muscat a Salala è necessario prendere un volo interno.

Il numero di giorni è stato comunque sufficiente per vedere tutte le attrazioni principali, fare una gita al giorno senza stress e dedicarmi anche diversi momenti di relax. Per praticità, lascio qui il link al Google Maps dove ho salvato tutte le tappe che ho fatto.


Giorno 1: In volo verso l'Oriente

Il mio viaggio è iniziato all'aeroporto Marco Polo di Venezia, dove ho lasciato la macchina al parcheggio scoperto Parkos, a 10 minuti a piedi dal gate. Da lì poi ho raggiunto Muscat con un volo di Turkish Airlines, con uno scalo di 7 ore ad Istanbul. Purtroppo, gli orari del mio scalo non mi hanno permesso di farlo, ma con un numero tale di ore di stop, venendo dall'Italia, si è idonei per approfittare del Touristanbul, un tour guidato delle principali attrazioni di Istanbul, incluso già nel prezzo del volo. Un bel vantaggio devo dire.

L'aeroporto è veramente grande, non ai livelli di Singapore, ma 7 ore dentro lì, tra una cosa e l'altra, passano abbastanza in fretta. Per quanto riguarda la compagnia aerea invece, mi sono trovata molto bene, sia per la puntualità, che per la professionalità dello staff, ma anche per il cibo servito.


Giorno 2: Benvenuti a Muscat

Sono atterrata a Muscat alle 8: l'aeroporto è relativamente piccolo, quindi una volta recuperata la valigia e cambiati giusto un paio di soldi per la sopravvivenza, mi sono diretta all'uscita, verso la stazione dei bus che si trova al piano terra. 

Con il bus numero 8 dall'aeroporto e mi sono diretto alla celebre fabbrica di profumi Amouage. Il biglietto del bus lo si acquista direttamente a bordo, pagando in contanti. Ho dedicato alla più celebre fabbrica di profumi omanita circa un'ora di visita, scoprendo la storia e i segreti di queste fragranze lussuose e inebrianti. All'interno della fabbrica, inoltre, si possono vedere anche i professionisti direttamente all'opera nella produzione dei profumi. Un'esperienza veramente carina da fare.

Una volta conclusa, ho preso nuovamente il bus in direzione del mio hotel, dove ho lasciato i bagagli prima di avventurarmi alla scoperta della città. Un taxi mi ha portato al vivace Souq Mutrah, un labirinto di bancarelle traboccanti di profumi, incensi e artigianato locale. Armatevi però di pazienza, perché cercheranno di farvi entrare e acquistare in ognuna di queste. Una volta uscita, ho proseguito la visita con una passeggiata sul lungomare (Mutrah Corniche) coccolata dalla brezza marina, per poi salire all'imponente forte che domina la baia. 

Per cena ho optato per qualcosa di tipico e semplice: un gustoso kebab di falafel gustato in riva al mare, il modo perfetto per concludere 48 ore di peripezie e trasferimenti. Sono quindi rientrata in hotel sempre con un taxi, chiedendo di fare due brevi tappe a due dei monumenti più iconici di Muscat per fare alcune foto dall'esterno: l'Opera Reale e la maestosa Grande Moschea del Sultano Qaboos.


Giorno 3: Le meraviglie naturali del Wadi Shab e del Bimmah Sinkhole

La terza giornata è stata dedicata alle meraviglie naturali dell'Oman. Alle 8:30 sono venuti a prelevarmi in hotel, per dirigerci verso la prima tappa: il Wadi Shab. Si tratta di un'oasi incastonata tra le montagne, con piscine naturali di acqua cristallina e una cascata nascosta raggiungibile a nuoto attraverso una stretta apertura nella roccia. L'esperienza di nuotare in queste acque turchesi è stata indimenticabile, ancora di più la guida che ci ha accompagnati, perché ha speso molto più tempo del dovuto con noi, solo per farci conoscere davvero il posto. 

Dopo un pranzo incluso nell'escursione, ci siamo quindi diretti al Bimmah Sinkhole, una spettacolare dolina carsica con acque di un intenso color smeraldo, perfetta per un tuffo rinfrescante. Il rientro in hotel alle 19 e una cena al ristorante Rozna hanno concluso questa giornata all'insegna della natura.

Note della giornata:

  • al Wadi Shab si può nuotare anche in bikini, ma io suggerisco comunque un costume intero o maglietta e pantaloni;
  • per raggiungere il Wadi Shab bisogna fare 30 minuti di trekking, non difficile, ma sono fondamentali le scarpe da ginnastica;
  • il Rozna è un ristorante estremamente caratteristico. Non si può prenotare, ma se si va prima delle 21 si trova posto molto facilmente.

Giorno 4: Tra sacralità e paradiso marino

La mattina del quarto giorno l'ho dedicata alla visita a piedi della magnifica Grande Moschea del Sultano Qaboos. La sua architettura imponente, i dettagli finemente lavorati e la sua storia ricca di significato mi hanno lasciato senza fiato. Per accedere bisogna attenersi agli usi e costumi richiesti, la polizia è molto attenta e non si lascia sfuggire nulla. Complessivamente credo che un'ora sia più che sufficiente per fare il giro dei giardini, della struttura e fermarsi a fare le foto di questa meraviglia. 

Dopo questa immersione nella spiritualità, ho preso il bus numero 1 per il porto di Seeb, punto di partenza per un'escursione alle incantevoli Daymaniat Islands. Questa riserva naturale è un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling: ho avuto la fortuna di nuotare accanto alle tartarughe marine e di avvistare un piccolo squalo balena! Ci siamo poi fermati un'ora per goderci un po' di relax su una delle isole, con la sua sabbia bianca e le acque cristalline. Ma la vera ciliegina sulla torta, totalmente inaspettata, è stato lo stop, durante il rientro al porto, per ammirare un tramonto infuocato sull'oceano. 

Il ritorno poi io l'ho fatto in macchina con i nuovi amici conosciuti durante la gita, ma in alternativa sono disponibili taxi e bus diretti verso il centro della città.

Note della giornata:

  • per entrare alla Moschea serve un abbigliamento adeguato, quindi vestiti lunghi e coprenti, fino a polsi e caviglie, capo compreso;
  • attenzione che le visite agli esterni (quindi non fedeli che pregano) sono concesse fino alle 11 ogni mattina e la mìMoschea è chiusa il venerdì, il sabato e la domenica;
  • poco dopo i giardini, sulla sinistra, c'è una stanza dove gli Imam raccontano e spiegano l'islamismo, accompagnando il tutto con datteri e bicchierini di caffè e the. Personalmente è stata una bella esperienza, per sentire un loro punto di vista;
  • alla Moschea le visite guidate sono gratuite, perché per loro è una forma di ospitalità da offrire ai visitatori.

Giorno 5: L'incanto del deserto

Il quinto giorno è stato interamente dedicato all'esperienza del deserto. Alle 10:30 ho avuto il ritiro in hotel e da lì siamo partiti verso la prima sosta: il Wadi Bani Khalid, un'altra splendida oasi con piscine naturali incastonate tra le rocce. Personalmente meno bella del Wadi Shab, ma sicuramente, con i 40°C che c'erano, decisamente piacevole.

A pranzo la guida ci ha portati in un ristorante a buffet lungo la strada: contro ogni aspettativa, ho mangiato la carne di cammello migliore della vacanza, e che comunque consiglio a tutti di provare almeno una volta quando si è là.

L'avventura è quindi proseguita con una corsa in 4x4 sulle Wahiba Sands, un'esperienza adrenalinica, non propriamente adatta ai deboli di cuore. Ci siamo quindi fermati per una merenda a base di datteri e caffè in un tradizionale villaggio beduino, che mi ha offerto uno sguardo autentico sulla cultura locale. 

Il culmine della giornata è stato però raggiunto con il tramonto che ci siamo goduti seduti, a piedi nudi, sulle bellissime dune arancioni del deserto.

Note della giornata:

  • nel Wadi è rigorosamente richieste un abbigliamento consono, quindi maglietta e pantaloncini per le donne.

Giorno 6: Storia e montagne: Nizwa e Jabel Akhdar

La sveglia all'alba e l'orario del pick-up decisamente sfidanti del sesto giorno (6:30) ha anticipato un'altra escursione ricca di scoperte. La prima tappa è stata Nizwa, l'antica capitale dell'Oman, dove abbiamo visitato il vivace Souq, famoso per i suoi prodotti artigianali, e l'imponente Forte, testimone di secoli di storia. 

Da Nizwa, ci siamo addentrati verso le montagne di Jabel Akhdar, conosciuta come la "montagna verde", dove ci siamo goduti un po' di fresco. Un breve trekking ci ha quindi condotti attraverso paesaggi spettacolari fino alla "città delle rose", famosa per le sue coltivazioni di rose da cui si ricava la preziosa acqua di rose. Il pranzo, incluso nell'escursione, è stato un piacevole intermezzo prima del rientro in hotel alle 16:30.

Note della giornata:

  • al Souq, nella "casa dei datteri", ne troverete decine di tipologie. Provateli tutti e poi acquistate quelli che preferite, i prezzi sono ottimi. Troverete anche la Thaina, SPAZIALE!
  • suggerisco di fare questa gita in venerdì, giorno più vivo per il mercato;
  • se sarete fortunati, nel forte potrete assistere anche ad uno spettacolo tipico omanita con canti e balli tradizionali.

Giorno 7: Saluti marini e ritorno a casa

L'ultimo giorno in Oman è iniziato con un'escursione in barca dedicata all'avvistamento dei delfini. Il pick-up è avvenuto sempre al mio hotel, poi siamo arrivati fino al porto.

L'esperienza è stata indimenticabile: ho avuto la fortuna di ammirare diversi gruppi di questi splendidi animali, che saltavano e giocavano nelle acque cristalline. L'escursione includeva anche una sessione di snorkeling con le tartarughe, un'esperienza altrettanto emozionante per salutare la ricca fauna marina omanita. 

Rientrati al porto alle 13, sono arrivata in hotel per godermi gli ultimi momenti di questa avventura, tra cui una seconda cena al Rozna, per un assaggio finale della deliziosa cucina locale. Il ristorante inoltre, trovandosi a 5 minuti in taxi dall'aeroporto, è stato il punto di appoggio perfetto poi per il ritorno.


L'unica cosa che mi sento di aggiungere, perché penso che sia stata la chiave di svolta che ha reso la mia vacanza davvero indimenticabile, è di rimanere aperti: aperti verso la cultura, verso le persone, verso qualsiasi cosa si possa presentare. Decostruire i preconcetti e abbattere gli schemi mentali è fondamentale per rendersi conto delle meraviglie che un luogo come l'Oman racchiude e che i suoi abitanti possono offrire.

Ma cosa più importante, dimostrandosi aperti verso di loro, facendo percepire che non c'è giudizio (cosa che loro soffrono molto da parte nostra), sapranno accogliervi e farvi entrare completamente nel loro mondo, che fidatevi, merita di essere scoperto.

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